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Successo Senza Sforzo

Conquista, attrazione o creazione?

Conquista, attrazione o creazione?

Le persone si approcciano agli obiettivi e al modo di ottenere risultati in diversi modi, che potremmo riassumere in

  • Conquista
  • Attrazione
  • Creazione

La scuola del “conquistatore” è il modello che da anni spopola nella società occidentale e i suoi principi fondamentali possono racchiudersi nella frase:

“Se non puoi, allora devi” o “Se vuoi una cosa, devi andartela a prendere”

Dalla notte dei tempi, da Alessandro Magno (con le sue navi bruciate) ai modelli imprenditoriali come Steve Jobs, Bill Gates, ecc., la nostra società tende a premiare quelle figure che un giorno si sono alzate e hanno lottato con le unghie e con i denti, per inseguire un sogno e conquistare ciò che si erano promessi (se poi, nel loro percorso, hanno sputtanato famiglie o salute o calpestato altre persone, beh, in guerra tutto è lecito).

Secondo questo sistema, il significato della vita sta nel conquistare quante più cose possibili, là fuori, e il tuo compito è fare di tutto per ottenerlo.

I seguaci di questa “filosofia” basano il valore di un uomo su ciò che questo “ha” e su cosa “non ha”, perciò alternano la loro percezione a seconda delle vittorie e delle sconfitte, passando da eroe a perdente o vittima.

Ci sono dei vantaggi nel vivere in questo sistema? Tantissimi.

Grazie a questo modello si è costruito il mondo come noi lo conosciamo, le città, si sono fatte importanti scoperte nel campo della scienza, della medicina; c’è stata un’evoluzione pazzesca nello sport, nella comunicazione e nell’economia.

Tuttavia, ci sono altrettanti svantaggi: questi modelli sono i generatori di una cultura globale di separazione tra gli uomini: ci sono i forti e i deboli, i vincenti e i perdenti. E i forti guardano dall’alto al basso i deboli, chiedendosi come mai sono così deboli da non muoversi per andare a prendersi quello che vogliono.

E i cosiddetti “deboli” sono imprigionati in questo modello perché, stando nel “gioco”, si considerano insignificanti perché non riescono a prendersi quello che vogliono.

Mentre “i conquistatori” tengono scuola da almeno 2500 anni, i membri della scuola dell’attrazione tengono lezioni in modo discreto, senza esporsi, condividendo il loro pensiero quasi in segreto, come se avessero la “pietra filosofale” a cui pochi eletti possono avere accesso.

Questo tipo di scuola insegna che “siamo tutti uno”, che il “simile attrae il simile” e che “il pensiero plasma la materia”.

Questo tipo di concetti sono spesso bistrattati ed evitati dai manager o dagli imprenditori, in quanto pongono il potere all’interno del singolo individuo, sebbene la vera fonte di potere venga attribuita a Dio o a una fonte suprema.

E allora la domanda è: Com’è possibile che nonostante la divulgazione dei segreti della legge dell’attrazione, non stiamo tutti ottenendo quello che vogliamo?

Qualche anno fa partecipò ai miei corsi un libero professionista  di nome Francesco e ricordo che la prima volta che gli chiesi che cosa lo aveva spinto a venire al corso mi disse che era lì per mettere finalmente in pratica nella maniera corretta i principi del libro The Secret; al che  io gli chiesi cosa intendesse per “maniera corretta” e lui mi rispose che era un anno che si dedicava alla pratica dei quattro principi tutti i giorni, ma che probabilmente sbagliava in qualche cosa perché non aveva ancora ottenuto niente.

Quando gli chiesi cosa sperasse di ottenere dal corso lui mi disse che voleva avere la certezza assoluta che quelle cose funzionassero e che non si fosse illuso per l’ennesima volta.

Ecco il messaggio distorto dei principi di The Secret: le persone usano quei principi come un sistema di strumenti per tentare di conquistare qualcosa e, invece di trasformare attraverso quei principi il loro approccio alla vita, ed aumentare il loro livello di soddisfazione, li utilizzano per vincere al “gratta e vinci”, trovare un parcheggio libero, trovare il partner ideale, o avere più soldi nel conto in banca, semplicemente mettendosi a meditare per orientare i pensieri nel modo corretto.

Ritorniamo a quanto detto in precedenza: la questione vera sta nel capire il motivo per il quale le persone vogliono il partner, il conto in banca o la casa dei sogni. Sono convinte che solo avendo quelle cose materiali, allora potranno essere felici; il che è proprio il messaggio contrario a ciò che viene espresso nel libro The Secret, che invece è: solo nel momento in cui vivi una piena felicità di te stesso, allora comincerai ad attrarre cose positive.

Quindi, non so rispondere alla domanda: «ma The Secret, funziona?».

Secondo me sì, ma solo ed esclusivamente se prima capisci che cosa è in linea con te e che cosa no, perché, nel momento in cui lo utilizzi per cercare di manipolare l’esterno, allora hai molta più probabilità di attirare insoddisfazione e frustrazione rispetto a ciò che desideri veramente.

Ma allora, qual è il modo migliore per attrarre ciò che vogliamo?

A mio avviso, quello della creazione

Nel mio lavoro, una delle cose che riscontro di più è la difficoltà da parte delle persone di sapere che cosa vogliono veramente.

Le risposte più gettonate non riguardano tanto ciò che vogliono, ma ciò che pensano di poter volere. È come se molti avessero una lista lunghissima di deboli desideri che in realtà sembrano non ispirarli per niente.

Molte persone non sanno davvero ciò che vogliono, così scelgono la cosa migliore che capita loro a tiro, come se dovessero riempire uno spazio, facendo fede al proverbio “piuttosto che niente, è meglio piuttosto”.

E questo è uno dei motivi per cui, anche quando ottengono ciò che vogliono, in realtà non si sentono così soddisfatti o realizzati.

Il vantaggio di avere un Unconventional Coach o di seguire un programma di unconventional coaching sta anche in questo, ovvero nella possibilità di avere qualcuno che ti fa domande che, nella maggior parte dei casi, le persone non si farebbero.

Infatti, una domanda “strana” che utilizzo spesso non è tanto «che cosa vuoi?», perché rischierei di ricevere le stese risposte preregistrate da anni, bensì pongo una domanda ancora più potente, che ovviamente rivolgo anche a te ora: «che cosa ti piacerebbe creare?».

Quando entri nella cornice del “creatore di qualcosa”, non sei più limitato da quello che si trova nella lista delle possibilità, perché sai e vuoi attingere ad altre risorse, ad altri strumenti, come se fossi uno chef stellato, che in cucina ha a disposizione ingredienti e strumenti per creare il suo capolavoro.

Cosa succederebbe se in questo momento ti sentissi uno chef stellato e avessi una cucina a disposizione?

Probabilmente ti sentiresti libero di creare praticamente qualsiasi cosa, ti sentiresti libero di assaggiarlo e, se non fosse di tuo gusto, ti sentiresti anche libero di gettarlo via e di rifarne un altro, perché?

Perché sei uno chef stellato e quindi sei tu che decidi.

Non ti faresti limitare da ciò che hai intorno, ma useresti le tue conoscenze e le tue doti per creare qualcosa in linea con te. Smetteresti di giudicarti sulla base del tuo risultato, non ci sarebbe “giusto” o “sbagliato”, perché stai creando e parte della creazione è la sperimentazione.

La verità è che tu puoi scegliere di essere lo chef della tua vita, perché sei dotato di una infinita creatività e, nel momento in cui porti l’attenzione dall’esterno all’interno, smetti di paragonarti agli altri e parti attingendo al tuo vero potenziale, senza attaccamento al risultato.

Nel momento in cui parti da dentro di te e lo usi per creare, ecco che l’“esterno” si allinea alla tua “energia”.

Cominci a realizzare ciò che è in linea con te, che fa parte di te e a manifestarlo anche all’esterno e, quasi come se fosse una selezione naturale, escludere tutto ciò che ti appesantisce o non risuona con la tua parte più naturale e profonda.

Quindi riassumendo:

  • Il pensiero basato sulla conquista definisce il potere all’esterno, nel mondo fisico, materiale. Tutto si basa sull’andare a prenderci quello che vogliamo e, se non lo otteniamo, allora è perché non ci abbiamo provato
  • Il pensiero basato sull’attrazione definisce il potere all’esterno, nell’energia invisibile e, se vogliamo avere questo potere allora dobbiamo allineare tutti i nostri pensieri desideri e stati d’animo. Se non otteniamo quello che vogliamo è perché o il destino ci riserva altro, oppure perché non abbiamo meditato abbastanza.
  • Il pensiero basato sulla creazione definisce il potere dentro di noi, a cui noi vi accediamo attraverso la consapevolezza della nostra unicità, la chiarezza dei nostri valori e ciò che è in linea o non è in linea con noi. Se non otteniamo quello che vogliamo, semplicemente è perché non abbiamo ancora trovato il modo migliore per noi, senza nessuna colpa, senza nessun giudizio, senza nessuna vergogna.

Quando ottenere ciò che vuoi non riguarda il valore che hai tu, ma diventa semplicemente qualcosa che ha a che fare con quello che vuoi, tutto diventa più semplice e senza stress.

Tratto dal mio libro “Successo Senza Sforzo”

Andrea Favaretto

Impara come creare ciò che è in linea con te, ottenere risultati senza sforzo con piena soddisfazione con il programma Successo Senza Sforzo, oggi anche on line

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about Andrea Favaretto

Ciao, sono Andrea Favaretto. Sono fondatore dell’Unconventional Coaching School® e del programma Successo Senza Sforzo. Sono passati più di vent’anni da quando ho mosso i primi passi nella formazione, come allievo, come trainer, come coach. L’idea che ognuno di noi possa prendere in mano la propria vita, il proprio tempo, e farne qualcosa che lo appassiona e lo rende felice mi ha sempre guidato nel trovare nuovi strumenti, nuove strade. Ho creato il programma e il corso Successo Senza Sforzo per mettere le persone, nella DIREZIONE giusta per scoprire il PROPRIO modello di successo. A presto! Andrea

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