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Successo Senza Sforzo

La maledizione dell’eccezionalità

La maledizione dell’eccezionalità

“VIVI UNA GIORNATA NELLA MEDIA, o almeno falla vivere a tuo figlio.”

Lo so che il titolo potrebbe spiazzarti (ma dovresti essere già abituato con me, visto che parlo di Successo senza sforzo ), ma continua a leggere, perché potrebbe cambiarti radicalmente l’approccio alle tue giornate.

Viviamo in un mondo che ci spinge sempre a “fare il miglio in più”, a buttare il cuore oltre l’ostacolo”, a puntare a risultati “straordinari”.

Allora perché dovresti vivere “nella media”?

Leggi bene questa storia:

“Lyndon Duke, un professore universitario, aveva studiato una cosa chiamata “linguistica del suicidio”.

Dopo aver ricevuto un dottorato da due diverse Università, Duke aveva iniziato ad analizzare i biglietti lasciati dai suicidi, per cercare tracce linguistiche che permettessero di prevedere e prevenire questa tendenza comportamentale negli adolescenti.

Nel corso dell’indagine studiò il lavoro del dottor Abraham Low, contemporaneo di Jung e Adler, che negli anni trenta aveva sviluppato la propria forma di psicoterapia, per certi aspetti controversa.

Low lavorò con i suoi pazienti e riconobbe che, a prescindere dalle doti o dalle abilità uniche che potevano avere, erano essenzialmente esseri umani proprio come tutti gli altri, e si trovavano a dover gestire i problemi nel modo migliore che conoscevano.

Lo chiamò l’approccio alla vita della “persona media” e lo metteva in costante contrapposizione con quella che chiamava “la maledizione dell’eccezionalità”.

In un mondo dove tutti cercano di essere straordinari, accadono due cose: 

  1. la prima è che quasi tutti falliscono, perché per definizione, se troppe persone diventano eccezionali, ciò che è eccezionale diventa comune.
  2. la seconda è che quei pochi che ce la fanno si sentono ancora più isolati ed emarginati dai loro simili rispetto a prima.

 

Così ti ritrovi con poche persone che si sentono invidiate, incomprese e sole, mentre altre decine di migliaia si sentono fallite, perché pensano di non essere “abbastanza” (…brave, speciali o persino felici).

Tutto questo si sposa esattamente con la mia esperienza personale (che ho raccontato nel mio ebook Successo senza sforzo).

Non credo di essere il solo: molti miei clienti vivono delle situazioni simili, che è uno dei motivi principali che li spingono a frequentare un corso.

Da dove nasce tutto questo?

  • Manie di grandezza iniziali? Molto probabile.
  • Vivono frustrazione, infelicità? Decisamente.

Ritornando alla storia, Lyndon Duke, ebbe una grande consapevolezza quando, dovendo gestire un periodo di frustrazione e malcontento, sentì casualmente il vicino canticchiare mentre rasava il prato.

“Ma com’è possibile che, nonostante il lavoro “straordinario” che sto facendo, mi sento così infelice?”… Capì che quello che mancava alla sua vita erano i semplici piaceri di un’esistenza “media”.

Il weekend successivo, andò a trovare suo figlio all’università. Durante una chiacchierata, gli disse di avere rielaborato le aspettative che aveva nei suoi confronti: “Mi aspetto che tu sia uno studente da diciotto, figliolo. Voglio che tu possa laurearti con voti nella media, che incontri una ragazza normale e se vuoi, sposarti e vivere una felice vita ordinaria!”.

Naturalmente il figlio pensò che il padre fosse uscito di testa, ma da lì in poi non sentì più la pressione di dover per forza essere straordinario. Un mese dopo chiamò il padre per scusarsi per avere preso trenta i tutti gli esami, ma era contento perché aveva impiegato la metà del tempo rispetto ad altre colte e si era dedicato alle attività che più gli piacevano.

Questa è la promessa paradossale della filosofia del “giorno medio”: l’effetto cumulativo di una serie di giornate nella media, trascorse a fare una quantità media di cose che uno ama e vuole fare è davvero magnifico!

Se ci pensi bene, è un cambio di paradigma notevole e che ti porta a vivere la vita con più soddisfazione (ed è questo il vero motivo per cui lo fai) mentre raggiungi i tuoi obiettivi.

Quindi, concediti la possibilità di vivere una giornata nella media, o almeno, falla vivere a tuo figlio..

Andrea Favaretto

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about Andrea Favaretto

Ciao, sono Andrea Favaretto. Sono fondatore dell’Unconventional Coaching School® e del programma Successo Senza Sforzo. Sono passati più di vent’anni da quando ho mosso i primi passi nella formazione, come allievo, come trainer, come coach. L’idea che ognuno di noi possa prendere in mano la propria vita, il proprio tempo, e farne qualcosa che lo appassiona e lo rende felice mi ha sempre guidato nel trovare nuovi strumenti, nuove strade. Ho creato il programma e il corso Successo Senza Sforzo per mettere le persone, nella DIREZIONE giusta per scoprire il PROPRIO modello di successo. A presto! Andrea

Comments (3)

  1. Claudio Zuin:

    WOW …. perdonami il gioco di parole, ma questo post è veramente “straordinario”.

    Grazie di averlo pubblicato.

    Claudio

  2. Claudio Zuin:

    WOW ….. perdonami il gioco di parole, ma questo Post è davvero “eccezionale” per le considerazioni che ti porta a fare.

    Bravo e grazie di averlo condiviso.

    Claudio

  3. Francesco:

    Da Epicuro in poi, la felicità della semplicità, il cogliere, il comprendere ha vissuto trasversalmente, culturalmente, in sintonia con il corpo. All’ultimo incontro alla Open Academy of Medicine, uno dei massimi esponenti di Psicologia internazionali, ha parlato della potenza della semplicità, per vivere al meglio la propria esistenza. Ovvio, parlare di questi argomenti non è facile, è come togliere i pesi ad un sollevatore, abituato solo a spingere, pensando che solo così possa, o dimenticandosi a tratti, che il corpo (inteso come integrità, insieme) da solo, non si basti…

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