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Produttività senza sforzo

Produttività Senza Sforzo

Produttività senza sforzo

Che rapporto c’è tra il tuo sforzo e quello che ottieni da quello sforzo? Essere altamente produttivi significa andare oltre al rapporto 1:1 e ricevere grandi ricompense da quello sforzo. E’ quello che io chiamo produttività senza sforzo.

Continua a leggere e ti spiego da cosa dipende e come ottenere maggiore produttività senza sforzo, in azienda, al lavoro, nella vita di tutti i giorni.

Qualche mese fa, chiamai il mio amico Fabio Zonin (Ceo di Strongfirst) e gli chiesi se aveva da fare al momento. La sua risposta mi colpì molto perché fu: “Sono impegnato su molte cose, ma non ho da fare”.

Questa piccola distinzione linguistica, probabilmente anche casuale da parte sua, mi fece riflettere su un aspetto importante, che spesso passa inosservato: l’essere indaffarato è spesso un sostituto della produttività, non la sua causa.

Uno dei motivi per cui passiamo così tanto tempo sulle email, i social network, whatsapp e siamo così disponibili alle minime interruzioni è perché questo ci crea l’illusione di essere continuamente impegnati in qualche attività e ci porta alla falsa conclusione che, se abbiamo da fare, siamo produttivi.

Tuttavia, una definizione più pratica di produttività è questa: il rapporto tra il tuo sforzo e la ricompensa che ottieni per quello sforzo.

Il che non ha niente a che fare con il tuo livello di impegno, attività, duro lavoro o stress.

Se ricevi grandi ricompense per ogni sforzo, sei altamente produttivo; se non è così, non importa quanta energia e tempo tu stia mettendo nel lavoro, non lo sei.

E come dice Sun Tzu ne “L’arte della guerra: ciò che è essenziale in guerra è la vittoria, non le operazioni prolungate.

Tuttavia i sistemi tipici di produttività sono basati sull’idea che esiste sempre un rapporto 1: 1 tra sforzo e ricompensa, quindi essenzialmente un’unità di sforzo porterà un’unità di ricompensa: se desideri aumentare la quantità di guadagno, è necessario aumentare la quantità di impegno.

Ecco perché i corsi di gestione del tempo e di produttività abbondano.

Nel modello 1: 1, la produttività è un gioco di numeri in cui devi sempre fare di più per ottenere di più.

Questo però contrasta con un periodo in cui hai sperimentato risultati scadenti o rendimenti in calo. Forse eri stanco, o stavi lavorando a qualcosa da così tanto tempo da non riuscire più a capire cosa stava succedendo.

Tenendo l’esempio precedente, in situazioni come quelle potremmo dire che il rapporto tra sforzo e ricompensa era 3: 1, dove ci sono volute almeno tre unità di sforzo per ricevere quella stessa unità di ricompensa.

Ma cerchiamo di cambiare prospettiva.

E se fosse possibile sperimentare ritorni esponenziali al tuo impegno?

Se potessi sperimentare un rapporto di 1: 2, 1: 3, 1: 5 o di più invece di 3: 1 o anche 1:1?

Io chiamo questa alta ricompensa allo sforzo “produttività senza sforzo”, non perché non fai niente, ma perché le tue ricompense sono sproporzionate rispetto alla quantità di sforzo che hai effettivamente messo.

Ecco una metafora che può aiutarti a vedere la cosa in un altro modo: i livelli di produttività non derivano dalla ricerca di modi per spremere più arance; vengono dall’ottenere più succo durante la spremitura.

Questo non significa che tu non ci debba dedicare del tempo.

Non conosco nessuno che produce risultati di qualità che non ci si dedichi costantemente.

Ma che quel tempo sia vissuto come duro lavoro o come semplice attività, non è altro che un riflesso del tuo stato mentale.

E quanto tiri fuori da quel tempo è determinato da due semplici variabili:

1- Quanto ti diverti

2- Quanto ne sei coinvolto

  • QUANTO TI DIVERTI

Le persone sono generalmente più produttive in quegli ambiti del lavoro che li diverte e meno produttive nelle situazioni che non amano particolarmente o addirittura odiano. Come ho scritto in un precedente post che citava l’autore Marcus Buckingham, uno studio di Gallup su persone che erano state al vertice della loro attività per un minimo di 20 anni, ha mostrato che l’unica cosa che avevano in comune era che avevano capito cosa non gli piaceva fare e hanno smesso di farlo.

Anche se questo può sembrare semplice buon senso, quando non puoi permetterti (o non vuoi) di delegare a qualcun altro il lavoro che non ti piace, probabilmente fai ciò che la maggior parte delle persone fa: procrastini finché puoi, e poi, quando devi davvero farlo, lo fai nel modo più veloce e meno doloroso possibile. Ma capisci bene che non è una strategia tanto efficiente a lungo termine.

E le cose fatte in uno stato d’animo “se si deve fare si fa” raramente ti fanno stare bene.

Quindi qual è l’alternativa? Semplice. Inizia a goderti tutto ciò che fai.

  • QUANTO NE SEI COINVOLTO

Una delle cose che ci rende migliori in qualunque cosa facciamo è viverlo pienamente, esprimerci pienamente e dedicarci con tutto noi stessi, qualsiasi cosa stiamo facendo.

O per dirla in altri termini, per ottenere di più da ciò che facciamo, dobbiamo metterci più “del nostro”.

Come per il divertimento, il pieno coinvolgimento indiscriminato è il nostro stato naturale.

Pensa a un bambino che fissa un cellulare o scopre la gioia di avere mani e piedi.

Non è distratto da attività mentali estranee ed è pienamente coinvolto in quello che sta facendo.

Al contrario, guarda gli adulti che hai intorno e li vedrai mentre deambulare attraverso la vita, preoccupati dei loro problemi, distolti dai loro smartphone.

Finché ci masturbiamo la mente sul fatto di fare o no quello che stiamo facendo, più della metà della nostra energia è persa in quel dialogo interno.

Siamo così presi dalla domanda su cosa facciamo che non c’è più spazio nella nostra testa per nuove idee su come farlo al nostro meglio.

È come guidare una Ferrari con il freno a mano tirato – abbiamo la sensazione di arrancare in salita.

Una volta che mettiamo tutto noi stessi e ci dedichiamo appieno in quello che facciamo, tutte queste pippe mentali svaniscono e ci permettiamo di essere ispirati e creativi.

Il pieno coinvolgimento è un punto di svolta, perché tutto inizia ad essere più semplice.

Come guidare la stessa Ferrari con il motore a pieno regime, una volta che siamo coinvolti al 100%, anche la sfida più dura risuona bene con le nostre capacità.

E’ allora che raggiungiamo la produttività senza sforzo.

Andrea Favaretto

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about Andrea Favaretto

Ciao, sono Andrea Favaretto. Sono fondatore dell’Unconventional Coaching School® e del programma Successo Senza Sforzo. Sono passati più di vent’anni da quando ho mosso i primi passi nella formazione, come allievo, come trainer, come coach. L’idea che ognuno di noi possa prendere in mano la propria vita, il proprio tempo, e farne qualcosa che lo appassiona e lo rende felice mi ha sempre guidato nel trovare nuovi strumenti, nuove strade. Ho creato il programma e il corso Successo Senza Sforzo per mettere le persone, nella DIREZIONE giusta per scoprire il PROPRIO modello di successo. A presto! Andrea

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