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Successo Senza Sforzo

Siamo circondati da slogan

Siamo circondati da slogan, che proiettano immagini del dolore e della sofferenza come base per il successo:

“Senza il sudore, non ottieni”

“Senza il fiatone, non realizzi”

“Senza i crampi, non è un vero successo”

I fanatici del risultato ottenuto da una scaletta di cose da fare, precisa e ordinata, con tempi e metodi che, anche un ingegnere gestionale si sogna, rappresentano il successo come qualcosa che arriva solo dopo essersi prosciugati e dissanguati.

Loro stessi, si vedono compiuti solo là dove possa essere usata la famigerata frase: “cosa credi, ho fatto tanti sacrifici”, oppure, l’altra gettonata “mi sono fatto un cxxo grande così (con tanto di gesto del paiolo; qui fate attenzione alle dimensioni, come spesso accade parlando di grandezze, si tende ad esagerare, soprattutto se è un uomo a dirvelo!)

 E fate attenzione anche al sottotitolo di queste frasi: “ma cosa vuoi saperne tu che non hai mai fatto una mazza”.

Spesso vengono utilizzate immagini che raffigurano grandi vittorie mettendo in risalto la parte del corpo che più è in sofferenza in quel momento, per aumentarne la spettacolarità e risaltarne il risultato finale. E ci costringono a proiettare i nostri pensieri in quella direzione a senso unico.

“Se non soffri, non stai facendo la cosa giusta” o, ancora peggio, “quello che ottieni non è un vero risultato”.

Ora, mi adeguo agli esempi di grandi campioni e leggende dello sport e prendo ad esempio Usain Bolt, il più grande velocista di tutti i tempi.

Le immagini che lo hanno reso ancor più famoso sono quelle in cui, durante le gare, guarda i suoi avversari.

Ha tempo di guardarli e sorridere.

Questo dio giamaicano, a qualche metro dal traguardo, ha deciso di rallentare, per godersela con chi gli stava fianco a fianco. Sorridendo.

Non sono qui a dire che Usain non sudasse, non avesse il fiatone e non abbia avuto crampi a fine o anche durante le gare, ma vorrei metterne in risalto lo spirito, come ha affrontato le gare.

È come se dicesse: “Mi permetto di far vedere ai miei avversari tutta questa serenità perché so quello che funziona bene di me, so come far risaltare il mio elemento, so fino a dove mi posso spingere, so che è nella mia natura vincere così.”

Bolt, mentre corre è l’immagine della leggerezza, sembra stia facendo attraversare le strisce pedonali a una vecchietta.

Gli altri, per raggiungerlo, devono mettere in campo risorse al limite dell’umano, costringendo il loro corpo a funzionare in modo diverso.

La perla nera invece, Bolt, avvolta dalla bandiera del suo paese, passeggia salutando i suoi fan come se si fosse appena svegliato, gli altri cadono a terra di faccia o a stento si reggono con le braccia arpionate alle ginocchia.

Qualcuno ha forse da dire qualcosa a Bolt? “Tuuuu, che corri ridendo, pensi di essere un fenomeno? Pensi di essere il migliore? Pensi di aver raggiunto l’olimpo dell’atletica?”.

In una parola: sì!

Questa metafora, che può sembrare fuori luogo, per me invece rappresenta molto bene quello che è il Successo Senza Sforzo.

Non significa non essersi impegnati per ottenere un risultato (immagino che Bolt si alleni ogni giorno).

Significa far brillare il proprio diamante, ciò che ci rende unici e inimitabili.

Bolt non si sforza di essere ciò che non è: semplicemente fa funzionare alla grande il suo più grande motore. (E non siate maliziosi solo perché è giamaicano…!)

Il senza sforzo è la costanza che diventa piacevole abitudine, che è vissuta non perché sollecitata da regole asfissianti, ma perché alimentata dal nostro elemento, che sempre ci fa stare in equilibrio con quello che siamo, allineati alla nostra volontà e non a qualcosa di imposto dall’esterno.

Impariamo da Bolt anche a prenderci meno sul serio.

Impariamo a sorridere e a non sentirci perennemente in competizione con gli altri o con noi stessi.

Il “sempre di più” a volte porta al compimento di grandi fallimenti, che purtroppo vengono nascosti dai cori di chi ti incita ad andare avanti perché sei sulla strada giusta.

Sapersi fermare a volte è la più grande vittoria.

Ah…e se pensate che l’esempio di Bolt sia troppo alto, perché lui è un fuori classe, vi ricordo che per anni vi hanno propinato Michael Jordan, Steve Jobs, Bill Gates, Tony Robbins, Michael Phelps, ecc. (non proprio delle mediocrità ).

Andrea Favaretto

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about Andrea Favaretto

Ciao, sono Andrea Favaretto. Sono fondatore dell’Unconventional Coaching School® e del programma Successo Senza Sforzo. Sono passati più di vent’anni da quando ho mosso i primi passi nella formazione, come allievo, come trainer, come coach. L’idea che ognuno di noi possa prendere in mano la propria vita, il proprio tempo, e farne qualcosa che lo appassiona e lo rende felice mi ha sempre guidato nel trovare nuovi strumenti, nuove strade. Ho creato il programma e il corso Successo Senza Sforzo per mettere le persone, nella DIREZIONE giusta per scoprire il PROPRIO modello di successo. A presto! Andrea

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