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Successo Senza Sforzo

Vince chi molla

Vince chi molla

Abituati a pubblicità, slogan, canzoni che incitano a non mollare mai, al “never give up” (sarà un caso che con il t9 digitando queste tre parole esca la scritta “breve fine-vive io”…?), cin questo titolo “vince chi molla”, so di buttarmi a mani legate, bendato e incaprettato tra una folla pronta a fustigarmi.

Ecco, spero di essere come Houdini e liberarmi prima, facendo capire anche a voi come questo concetto del vince chi molla non sia un’illusione ma una magia che il nostro cervello, ogni giorno, cerca di realizzare per farci stare bene e sentirci completi.

Pensiamo a tutto quello che facciamo nella nostra quotidianità, da quando ci svegliano la mattina a quando ci addormentiamo. Tutto quello che scegliamo di fare, o non fare, per riempirci di quello che secondo noi serve per completare il nostro essere, a volte viene inquinato da regole, manuali, testi, citazioni, sentito dire, visto fare, “se ce l’ha fatta lui potrò pure io”, “se dicono che solo così si “arrivi a” lo farò”…e poi ancora costrizioni, paragoni, miti, malsane ispirazioni.

Funziona un po’ come le pubblicità di certi prodotti: ci inviano messaggi subliminali per spingerci oltre, per non aver paura, per non fermarci, per farci sentire quasi invincibili.

Beh, ho brutte notizie.

Queste pubblicità nascondono i famosi asterischi in basso con quelle scritte microscopiche in cui vengono elencate tutte le controindicazioni.

Apri il bugiardino (e già dal nome potremmo farci tante domande!) e parte l’elenco dei danni che potrebbero causare a lungo termine, dei soggetti a rischio, del controllo che sarebbe meglio fare, dei sintomi fastidiosi che potrebbero uscire, di quanto possa essere nocivo in alcuni soggetti, di cambiamenti permanenti non desiderati.

La cosa che stona qual è? Che a volte ci sono più controindicazioni che benefici.

Ma stranamente vengono osannati solo i temporanei mutamenti che ci fanno credere di essere finalmente cambiati in meglio.

Siamo sicuri che prima fossimo “il peggio”?

Questa continua ricerca della metamorfosi ha paralizzato la crescita personale di tante persone che conosco, focalizzate a stravolgere e sradicare il loro essere, dimenticandosi di quanto sia importante invece partire dalle proprie radici.

Funzioniamo esattamente come una pianta: per irrobustirci e crescere abbiamo bisogno di acqua e fertilizzante.

Il nutrimento è quello che ogni giorno diamo al nostro cervello, creando abitudini sane in linea con il nostro modo di vivere, le nostre caratteristiche, le nostre peculiarità, le nostre volontà.

Cosa faremmo se dipendesse esclusivamente da noi?

Siamo certi che la scelta sarebbe quella di sforzarci ogni giorno, di fare sacrifici ogni giorno, di snaturarci ogni giorno, di alzare l’asticella ogni giorno, di superarci ogni giorno?

La gara contro se stessi segna la fine della propria identità.

Chi ogni giorno si sveglia la mattina e sa che dovrà correre più forte di se stesso, perché altrimenti verrà ucciso come la gazzella, o morirà di fame come il leone, alla fine, qualsiasi scelta farà, cancellerà una parte del suo io, che lo rende unico.

Noi siamo DNA, impronte digitali: non possiamo cambiare ciò che siamo.

Possiamo trasformarci con impegno e dedizione, ma per noi stessi, non per gli altri.

Perché mollare non significa perdere o non impegnarsi.

Significa usare al meglio tutte le risorse a nostra disposizione accettando anche una sconfitta.

Sapersi fermare e saper dire: “questo non fa per me” è una delle vittorie più grandi a cui ambire.

Saper riconoscere i propri limiti, le proprie paure e non sfidarli ma colmarli con ciò che ci riesce meglio fare, con ciò che ci dà sicurezza e ci fa sentire bene.

Entrare nella nostra zona di comfort e scovare la bacchetta magica che ci darà la sana ispirazione al fare.

Gli obiettivi purtroppo in questo non aiutano, perché spesso modellati su prototipi che non fanno parte della nostra mappa genetica ma di quella di qualcun altro che, avendo superato alla grande tutti gli ostacoli che la vita gli ha messo davanti, ci porta e ci portano a pensare che tutto sia replicabile.

Se noi siamo natura, non esiste la replica.

La tua vita è diversa da quella del tuo vicino di casa.

Esiste il nostro spettacolo, dove scegliamo ogni dettaglio, dove siamo registi, sceneggiatori, attori, luci, ombre e scenografia.

Siamo anche il nostro miglior pubblico.

Dai nostri applausi e dal nostro gradimento capiamo quando abbiamo raggiunto qualcosa con successo.

Imparare a mettere in mostra prima a se stessi che agli altri insegna a riconoscere i punti di forza e ci porta a sperimentarli in modo sano per costruire il nostro essere.

Vedo tanti burattini, legati a fili mossi da terze mani.

Mollare significa tagliare quei fili e camminare sulle proprie gambe. Sarà stupendo riscoprirsi e imparare a ridere del nostro “non saper fare alcune cose”, perché con tante altre faremo capolavori guidati e approvati dal nostro “io”, che scopriremo essere il nostro miglior amico e alleato.

Andrea Favaretto

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about Andrea Favaretto

Ciao, sono Andrea Favaretto. Sono fondatore dell’Unconventional Coaching School® e del programma Successo Senza Sforzo. Sono passati più di vent’anni da quando ho mosso i primi passi nella formazione, come allievo, come trainer, come coach. L’idea che ognuno di noi possa prendere in mano la propria vita, il proprio tempo, e farne qualcosa che lo appassiona e lo rende felice mi ha sempre guidato nel trovare nuovi strumenti, nuove strade. Ho creato il programma e il corso Successo Senza Sforzo per mettere le persone, nella DIREZIONE giusta per scoprire il PROPRIO modello di successo. A presto! Andrea

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